Contratto di prestito finalizzato: guida completa

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Il prestito personale finalizzato è disciplinato dalla legge all’interno del codice del consumo.
La legge definisce prestito personale finalizzato un tipo di finanziamento personale il cui credito è legato all’acquisto di un determinato bene o servizio.
Ma andiamo più nello specifico.
È l’art 40 del codice del consumo che definisce in modo specifico il prestito personale finalizzato.

Si definisce: concessione, nell’esercizio di un’attività commerciale o professionale, di credito sotto forma di dilazione di pagamento, di finanziamento o di altra analoga facilitazione finanziaria a favore della persona fisica che agisce per scopi estranei all’attività imprenditoriale o professionale eventualmente svolta”.
I prestiti personali quando sono definiti finalizzati, infatti, devono rispondere ad un determinato requisito: sono finanziamenti che devono essere concessi al momento di un contratto d’acquisto di un bene, quale un telefono, o di un servizio quale un viaggio.

Il versamento dell’importo, che viene finanziato direttamente dall’istituto al richiedente, viene restituito attraverso un numero di rate prestabilito a scadenza fissa.
In termini più semplici e forse più vicini alla realtà, è facile definire un prestito personale finalizzato, come il momento dell’acquisto di un qualsiasi bene da parte di un soggetto, il quale invece di pagare immediatamente l’intera somma in contati, sarà lo stesso esercizio ad erogare l’intera somma. Il soggetto, in seguito, s’impegnerà con scadenza fissa a restituire tale somma di denaro con l’erogazione di piccole rate prestabilite con l’istituto.
Basti pensare ad un qualsiasi acquisto di un bene troppo caro per pagarlo al momento dell’acquisto.

Sarebbe più consono pensare ad un prestito personale finalizzato con riferimento a beni davvero costosi, quali potrebbero essere una cucina, un mobile da salotto piuttosto che un’auto.

Tra i costosi oggetti, oggi, rientrano anche i preziosi smartphone, cari quasi quanto un divano da salotto, e per cui spesso si ricorre al pagamento rateale.
Il prestito personale finalizzato, possiamo dire che, abbia un forte impatto anche psicologico.

Il soggetto, infatti, che non è disposto a pagare interamente una cifra mettiamo il caso di 800€, sarà sicuramente più lieto di sapere che mensilmente verserà una comoda cifra di 50€.

Una spinta forte al mercato, che venendo incontro all’acquirente genera un aiuto anche agli istituti di vendita, facilitati, sotto un certo aspetto, nel convincere un soggetto ad acquistare un oggetto, seppure costoso, in modo più semplice.
Un metodo sempre più utilizzato, che ha portato gli istituti di finanziamento ad accordare e concedere il prestito personale finalizzato su una gamma di beni sempre più ampia e vasta.
Come detto nell’esempio sovrastante, oggi, non si pensa più solo ad oggetti di grande valore come può essere un’auto, ma è diventato più semplice acquistare anche elettrodomestici o smartphone.

Come funziona il prestito personale finalizzato

Ribadiamo che il meccanismo del prestito personale finalizzato si svolge direttamente all’interno dell’ente commerciale e contestualmente all’acquisto.
Come detto, questo prestito è concesso anche per beni o servizi di valore elevato, definita come soluzione particolarmente comoda.
Ma vediamo come funziona e come si ottiene.

Per rispondere a questa domanda è necessario, prima, inscenare le parti che vengono a fare parte del prestito personale finalizzato.
Seppure abbiamo sempre parlato e descritto la disciplina come un “contratto” dove rientrano due parti: l’acquirente e il venditore, in realtà, c’è una terza parte che fin’ora è rimasta celata.

Nel processo del prestito personale finalizzato rientrano: il cliente che acquista, il rivenditore o l’esercizio commerciale, e la società finanziaria che di fatto è colei che concede il prestito.
È importante identificare il ruolo di ogni parte e vedere a quali requisiti deve rispondere, in questo caso, solo l’acquirente.

I soggetti

Partiamo, quindi, dal soggetto il quale mette in moto la richiesta del prestito personale finalizzato:
L’ACQUIRENTE.
La prima domanda importante da porsi è:
Qualsiasi soggetto può richiedere il prestito personale finalizzato?
La risposta è da intendersi assolutamente negativa.

Il primo requisito che l’acquirente deve possedere per richiedere il prestito è essere in uno stato, così definito dal diritto, di capacità di agire. In modo più semplice? Avere 18 anni compiti. Ma non è il solo requisito richiesto all’acquirente. Per addentrarci nel prossimo requisito, è necessario ricordare che tale tipologia di contratto è disciplinato dal codice del consumo. Come si intende dalla stessa parola “consumo”, all’acquirente verranno richiesti documenti utili alla dimostrazione della sua capacità reddituale. È necessario, pertanto, avere un redditto dimostrabile attraverso la consegna di una copia dell’ultima busta paga, o in alternativa della dichiarazione dei redditi dell’anno precedente a quello in corso. Oltre a tale dimostrazione, l’acquirente deve essere esente da: pignoramenti e non essere iscritto alle liste di cattivo pagatore.

Come mai tutti questi requisiti?
Dovendo prevedere un rimborso rispetto alla somma di denaro prestata dal rivenditore, bisogna prima di ogni cosa, assicurarsi che il reddito dell’acquirente possa sostenere l’addebito rateale con una giusta proporzione del rapporto tra il debito e il reddito.
Ma ripetiamo in modo più semplice e visibile quali sono i requisiti richiesti:

  • 18 anni compiuti
  • Essere in possesso dell’ultima busta paga, in alternativa della dichiarazione dei redditi dell’anno precedente.
  • Avere merito creditizio (no pignoramenti ecc).
  • Sostenibilità del debito rateale.

È vero siamo a metà della spiegazione del processo che porta alla concessione del prestito, ma prima di continuare bisogna creare e sciogliere un primo nodo su una divagazione necessaria.
Il prestito viene concesso attraverso una categoria particolare di prestiti chiamati: fiduciari.
Ed eccoci alla distinzione:

Garanzie reali e prestiti fiduciari.

Non interrompiamo l’iter del richiedente che vuole acquistare il bene, spieghiamo solamente come il soggetto al momento dell’esibizione e dimostrazione dei requisiti sopra elencati, deve anche esibire delle garanzie.

Le garanzie come spiega il titolo possono essere di due tipi:

1. La garanzia reale è un diritto reale limitato su cosa altrui, con la funzione di vincolare un dato bene a garanzia di un dato credito. I diritti reali di garanzia sono tre: pegno, ipoteca e privilegi.

Senza addentrarci sul complesso significato di suddette garanzie reali è sufficiente sapere che al nostro acquirente non è necessario richiedere garanzie reali.

Arriviamo quindi al:

2. Prestito fiduciario per cui non viene garantita la copertura della somma prestata con il vincolo su un bene. Vengono semplicemente richieste:  – Informazioni anagrafiche – Un documento che dimostri il reddito dell’acquirente.

Una volta soddisfatti questi semplici requisiti dell’acquirente passiamo alla seconda parte attiva nel processo di concessione del prestito personale finalizzato.
IL RIVENDITORE.

Tale soggetto non ha particolari doveri e non ha un ruolo difficile all’interno del processo che porta al raggiungimento del prestito personale finalizzato.
L’esercizio commerciale, più che al momento dell’acquisto, è in precedenza che deve garantire il suo ruolo cercando di convenzionarsi con diversi istituti di credito.
I requisiti, che in questo caso, deve valutare è semplicemente quello di ottenere la collaborazione più comoda possibile, con un istituto finanziario che non richieda particolari vincoli.

Il rivenditore deve cercare di collaborare con un istituto che in più casi possibile sia predisposto a concedere il prestito, in altro modo il rivenditore perderebbe la vendita del bene e il relativo margine di guadagno.

Veniamo così all’ultimo soggetto, forse il più importante all’interno del quadro:
IL FINANZIATORE.
L’ente che opera può essere una finanziaria o semplicemente una banca, che offre un servizio in tutto il credito al consumo.
La finanziaria o la banca hanno un ruolo specifico verso il rivenditore.
Sostanzialmente l’istituto sigla delle convenzioni concedendo finanziamenti per la vendita di beni o servizi.

Vediamo nello specifico quali sono i principali istituti in Italia:

  • Agos Ducato (gruppo Banco Popolare)
  • Findomestic Banca (gruppo BNP Paribas)
  • Compass (gruppo Mediobanca)
  • Unicredit Family Financing (gruppo Unicredit)
  • Santander Consumer Bank (gruppo Santander)
  • Deutsche Bank Easy (gruppo Deutsche Bank)
  • Intesa Sanpaolo Personal Finance (gruppo Intesa Sanpaolo)
  • Fiditalia (gruppo Société Générale)
  • Prestito BancoPosta (Poste Italiane).

La finanziaria ha il ruolo di ricevere la richiesta da parte del rivenditore, una volta analizzati i dati forniti, la finanziaria attraverso valutazioni tecniche potrà decidere se concedere o meno il prestito.
Solitamente la base dell’accettazione o del diniego sono valutati sulla solidità reddituale dell’acquirente.

Il contratto di acquisto e il contratto di credito.

Ed ecco che, una volta accettato il prestito da parte dell’istituto finanziario, il nostro acquirente esce dall’ente commerciale con il suo nuovo bene acquistato attraverso la stipula di due contratti.

Si potrebbe pensare: Ho acquistato un unico oggetto, come mai due contratti?
Ed ecco che per essere più consapevoli è bene spiegare questo punto.

Il primo contratto, quello d’acquisto, è il semplice contratto sempre previsto tra acquirente ed esercente nel momento dell’acquisto del bene o servizio. Il secondo contratto nasce a seguito della concessione del prestito da parte dell’istituto finanziario.

Il contratto di prestito deve contenere i seguenti elementi:
• Tasso di interesse
• Somma erogata
• Il numero, gli importi e la scandenza delle rate
• Il TAEG e le sue condizioni di modifica
• Altri prezzi o condizioni applicati
• Le garanzie richieste
• Eventuali servizi assicurativi richiesti e non inclusi dal TAEG

La semplicità, per un verso, dell’ottenere un prestito personale finalizzato, prevede sicuramente l’inserimento di costi, quali ad esempio gli interessi.
Il prestito personale finalizzato più conveniente sarà ovviamente il prestito concesso a tasso zero.

Ma vediamo i due maggiori tipi di interessi: TAN e TAEG.
Il TAN (Tasso annuale Nominale) è l’indicatore del “puro” tasso di interesse. La percentuale di questo specifico tasso viene calcolato sulla base del credito che viene concesso, indicato su  base annua. Un requisito è indicare sempre se sia fisso o variabile.
Il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale), invece, è la percentuale che indica tutti i costi e commissioni, il più utile da valutare per ottenere il prestito finalizzato più conveniente.
Sia il TAN che il TAEG è una percentuale calcolata sulla cifra che viene accreditata.

     IL TAEG INCLUDE     IL TAEG NON INCLUDE
Il TAN Penali ed interessi di mora
Le commissioni Costi per la gestione del conto
Le imposte Spese aggiuntive
Altri Costi necessari ad ottenere il credito Spese per polizze assicurative
Spese notarili

Vantaggi e svantaggi del prestito personale finalizzato.

Alla luce della spiegazione sul prestito personale finalizzato, si possono tirare le somme sulla valutazione positiva o negativa dell’utilizzo del prestito personale finalizzato.
I vantaggi possono dedursi in modo chiaro e semplice.
Per l’acquirente la non necessità del possesso immediato di una cifra elevata utile all’acquisto di un bene o di un servizio, è sicuramente da catalogarsi come un vantaggio.
Il peso di una piccola rata mensile al posto di dimezzare in un unico giorno il proprio stipendio mensile è un concreto aiuto per il supporto all’acquisto.

La pratica inoltre è semplice e rapida. Seppure da primo impatto sembra dover sapere molte cose, nella realtà dei fatti è tutto molto rapido e semplice.
È sufficiente garantire una regolarità nel pagamento rateale concordato con il rivenditore dell’esercizio commerciale.

L’altro pensiero è quello di essere solidi e consapevoli di poter sostenere un costo mensile, cosa implicita se si vuole acquistare un bene o un servizio.
Ma veniamo agli svantaggi, cosa forse di maggiore interesse per l’acquirente che vuole sapere le cose negative a cui va incontro.

È bene chiarire che non sono molte le note svantaggiose.
Uno svantaggio si può ravvisare nel caso del prestito personale finalizzato a tasso zero, infatti in questo caso, la  concessione del tasso zero non fa prevedere alcuno sconto sul prodotto in vendita, non è possibile alcuna negoziabilità sull’oggetto o sul servizio in vendita.

Possiamo, ancora, indicare una limitazione della scelta.
I prestiti personali finalizzati anzitutto non si applicano a tutti i beni in venditi, devono essere previsti dal locale commerciale.
Inoltre, la valutazione ricadrà sul tipo di finanziamento più vantaggioso. Questo può limitare l’acquisto in quanto il finanziamento che si sarebbe scelto come più vantaggioso, magari, non si applica a un certo bene o servizio.
Un’altra limitazione può verificarsi nel rifiuto della concessione del prestito personale finalizzato.

Il rivenditore cercherà, sicuramente, di ottenere accordi con gli istituti finanziari che pongano meno restrizioni possibili, ma al tempo stesso essendo un prestito fiduciario e non basandosi su una garanzia reale posta in essere dall’acquirente, i criteri di valutazione per la concessione possono alle volte risultare severi.
Come già detto, infatti, non vengono concessi prestiti personali finalizzati a chi in passato è già stato pignorato, o ancora, a chi dopo un’attenta valutazione non risponde ai canoni di solidità economica per la garanzia del pagamento rateale.

Prestito finalizzato e non finalizzato: le differenze.

Un’ultima differenza delucidativa è tra il prestito finalizzato e il prestito non finalizzato.

Con  il primo, come spiegato in precedenza, l’acquirente si obbliga al momento dell’acquisto di un bene o di un servizio specifico. Con il secondo tipo di prestito, non finalizzato, al richiedente viene concesso un credito che sarà utilizzabile nel modo che meglio preferisce, in questo caso si prevede una maggiore liberà di azione.

Se nel primo caso esiste un vincolo di destinazione, nel secondo caso questo requisito non è previsto.
Nel prestito finalizzato, appunto, si concede un credito per il solo acquisto di beni e servizi indicati specificatamente.
Per il prestito non finalizzato si concede una somma a credito, utilizzabile dove preferisce lo stesso richiedente.
Tra gli esempi di crediti non finalizzati:

  • Cessione di un quinto dello stipendio
  • Consolidamento del debito delle famiglie.