Prestiti finalizzati alle aziende: migliori prodotti e offerte nel 2019

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Il ciclo di vita di un’azienda è differente da quello di un prodotto. Le aziende, infatti, non sopravvivono ai loro stessi prodotti quando questi non sono più al passo con le esigenze di mercato. Non è questo certo un motivo per cui l’azienda debba cessare la sua attività. Sarebbe da considerare strano che ogni qualvolta il mercato cambia, debba chiudersi un’azienda. Al tempo stesso però, è indubbio, che le aziende debbano di continuo trasformarsi all’occorrenza, soprattutto in quei casi in cui, per vari fattori, si generano turbolenze economiche e finanziarie.

Le aziende che entrano in contatto con un periodo di declino, inevitabilmente, inizio a percorrere il sentiero pericolo della crisi d’azienda. Il settore imprenditoriale è in difficoltà e la crisi ha portato, al tempo stesso, le Banche a ridurre ulteriormente il credito a loro favore. In momenti di crisi per l’azienda, l’unica ancora di salvataggio appare quella della ricerca di prestiti a Imprese in difficoltà. Le imprese appaiono in difficoltà non solo a causa della crisi, ma anche perché le politiche odierne non favoriscono il credito ed appesantiscono i tributi che vengono richiesti alle imprese. Vi sono comunque risorse collegate a politiche Comunitarie e a risorse, nonostante tutto, ancora presenti in ambito nazionale.

Che cosa sono i finanziamenti alle aziende

I finanziamenti concessi alle aziende, denominati anche finanziamenti alle imprese o finanziamenti agli imprenditori, sono le operazioni mediante le quali l’azienda, o ancora l’impresa, ottiene i mezzi che sono necessari allo svolgimento della sua attività.

Il finanziamento concesso all’impresa avviene attraverso mezzi finanziari messi a disposizione dalla proprietà o attraverso finanziamenti di capitale di terzi (finanziamenti, prestiti, dilazioni di pagamenti, ecc).

Le imprese per il loro concreto funzionamento necessitano di risorse finanziarie. Queste risorse sono il “carburante” utile a mettere in modo il meccanismo che le porterà verso la creazione del valore:

  • Realizzazione di un prodotto o
  • Prestazione di un servizio.

Ogni attività produttiva, infatti, richiede l’esercizio di alcuni elementi, materiali, immateriali che combinati tra loro consentono di realizzare il business dell’impresa.
Saper scegliere le migliori fonti di finanziamento non è cosa facile. La scelta di una piuttosto che di un’altra fonte può portare l’impresa in squilibrio finanziario.
Si ha uno squilibrio finanziario quando i mezzi finanziari di terzi sono nettamente superiori ai mezzi propri (patrimonio netto). L’obiettivo è quello di individuare l’equilibrio finanziario ottimale per ogni impresa, attraverso il mix tra le varie fonti di finanziamento.

Caratteristiche degli strumenti di finanziamento

  • Omogeneità.
  • Flessibilità.
  • Elasticità.
  • Economicità.

Raggiungere l’equilibrio finanziario attraverso il raggiungimento di questi principi non è semplice.

Tuttavia, raggiungere questo obiettivo può portare l’impresa a ridurre il:

  • Rischio di insolvenza e il
  • Rischio di illiquidità.

Il rischio di insolvenza è legato all’incapacità di adempiere gli impegni a medio-lungo termine.
Il rischio di illiquidità è legato al momentaneo deficit di cassa durate lo svolgimento dell’attività di impresa.

Tipologie di finanziamento aziendale

Ogni azienda, per lo svolgimento della sua attività, necessita di risorse finanziarie, sotto forma di capitale.
Gli strumenti di finanziamento cui un impresa può ricorrere possono essere di due tipi:

  • Finanziamenti a titolo di capitale proprio  (aumenti di capitale sociale);
  • Finanziamenti a titolo di capitale di terzi (finanziamenti, prestiti, dilazioni di pagamento concesse ai fornitori).

Finanziamenti a titolo di capitale proprio

Il capitale sociale rappresenta il valore dei conferimenti effettuati dai proprietari dell’impresa, dalla sua costituzione in poi.

Accanto al capitale vi sono poi le riserve, che possono essere costituite da ulteriore capitale versato dai soci o da utili non distribuiti da proprietari (autofinanziamento).
Capitale sociale e riserve formano poi il Patrimonio netto aziendale. Esso è la differenza tra il totale delle attività aziendali al netto dei mezzi del finanziamento di terzi.
Gli aumenti di capitale sociale possono essere:

  • Gratuiti (aumento di capitale nominale)oppure
  • A pagamento (aumenti di capitale reale).

Vediamoli in dettaglio.

Gli aumenti gratuiti di capitale sociale

Gli aumenti gratuiti di capitale sociale sono disciplinati dall’articolo 2442 cc.
La norma dispone che l’assemblea può disporre di aumentare il capitale imputando al capitale le riserve e gli altri fondi iscritti in bilancio in quanto disponibili.
Negli aumenti gratuiti di capitale sociale non viene immessa nuova liquidità in azienda.
Per questo motivo un aumento gratuito di capitale sociale non può essere considerata una fonte di finanziamento aziendale. O meglio, trattasi di finanziamento nominale, e non reale.

In pratica, con questo strumento si va soltanto ad aumentare il valore delle partecipazioni sociali in possesso dei soci (o azionisti), senza un incremento del patrimonio sociale.
In questo tipo di operazione le azioni di nuova emissione:

  • Devono avere le stesse caratteristiche di quelle in circolazione, e
  • Devono essere assegnate gratuitamente agli azionisti in proporzione a quelle da essi già possedute.

Questo è quanto prevede l’articolo 2442, comma 2, del codice civile.

Gli aumenti a pagamento di capitale sociale

Gli aumenti di capitale a pagamento, invece, determinano la principale fonte di finanziamento interna delle società. Con questa operazione si genera un aumento del patrimonio sociale per effetto dei conferimenti.

Il procedimento di aumento di capitale sociale è rimesso all’assemblea straordinaria dei soci, alla presenza di un notaio. Lo statuto sociale, può tuttavia attribuire agli amministratori la facoltà di aumentare il capitale fino ad un ammontare determinato e per il periodo massimo di 5 anni dalla data dell’iscrizione della società nel Registro delle Imprese, come disciplinato dall’art. 2443 del codice civile.

Per quanto riguarda gli obblighi pubblicitari, nei 30 giorni dall’avvenuta sottoscrizione delle azioni di nuova emissione, gli amministratori devono depositare per l’iscrizione nel registro delle imprese un’attestazione che l’aumento del capitale è stato eseguito (articolo 2444 c.c.).

Se l’aumento di capitale avviene tramite versamenti in denaro, i sottoscrittori devono, versare alla società almeno il 25% del valore nominale delle azioni sottoscritte. Inoltre, se le azioni sono emesse con sovrapprezzo, questo deve essere interamente versato, (articolo 2439 c.c.).
Se l’aumento di capitale avviene mediante conferimento di beni in natura o crediti, le azioni corrispondenti devono essere interamente liberate, al momento della sottoscrizione, (articolo 2342 comma 3).

Inoltre, chi conferisce beni in natura o crediti deve presentare una relazione giurata di un esperto nominato dal tribunale, contenente:

  • La descrizione dei beni conferiti, e
  • L’attestazione che il loro valore è almeno pari a quello ad essi attribuito ai fini della determinazione del capitale sociale.

L’aumento di capitale non può essere eseguito fino a che le azioni precedentemente emesse non siano interamente liberate. In caso di violazione, gli amministratori sono solidalmente responsabili per i danni arrecati ai soci ed ai terzi, (articolo 2438 c.c.).

I finanziamenti erogati da istituti finanziari

Si tratta di finanziamenti, anche sotto forma di mutuo garantito da ipoteca, titoli o garanzie personali.
L’impresa rimborserà il prestito con un pagamento rateale. Tale rimborso comprende:

  • Una quota capitale
  • Una quota interessi

Classico caso è quello degli investimenti legati all’aumento della capacità produttiva. Possono esserne esempi:

  • Acquisto di macchinari, impianti
  • La ristrutturazione di capannoni

Il leasing finanziario

Tra gli strumenti di finanziamento aziendali vi è anche il leasing finanziario.
Il leasing è una forma di finanziamento a lungo termine.
Si tratta di uno strumento di finanziamento utilizzato solitamente dalle imprese come alternativa all’acquisto diretto di immobilizzazioni strumentali all’attività produttiva.

Il leasing è un contratto con il quale un istituto erogante mette a disposizione dell’azienda un bene mobile o immobile, dietro il versamento di un canone periodico.
La proprietà del bene rimane all’istituto erogante, infatti, l’impresa non può contabilizzare il bene in bilancio come se fosse proprio.
Alla scadenza l’azienda che ha in possesso il bene può decidere se acquisirne la proprietà pagando un prezzo di riscatto.

Emissione di prestiti obbligazionari

L’emissione di prestiti obbligazionari è una forma di finanziamento a lungo termine, cui possono ricorrere le società per azioni e in accomandita per azioni.
L’emissione di prestiti obbligazionari consente di reperire nuovi capitali mediante l’offerta al pubblico di titoli di credito.

Infine, l’emissione di prestiti obbligazionari può essere demandata dall’assemblea straordinaria all’organo amministrativo.
Ai sensi dell’articolo 2412 cc le società possono emettere obbligazioni, al portatore o nominative, per una somma complessivamente non eccedente il doppio del:

  • Capitale sociale;
  • Della riserva legale;
  • Delle riserve disponibili

Lo smobilizzo di crediti

Altra forma di finanziamento a titolo di capitale di terzi è lo smobilizzo di crediti.

Si tratta di uno strumento di finanziamento che comprende solitamente:

  • Anticipo su fatture;

L’anticipo fatture è tra gli strumenti di finanziamento maggiormente utilizzati dalle imprese commerciali.
Con l’anticipo su fatture una banca, previa concessione di un fido, anticipa ad un impresa l’importo delle fatture emesse da quest’ultima.
Questa forma di finanziamento consente uno smobilizzo immediato e consente di ottenere liquidità a breve termine.

  • Il portafoglio salvo buon fine;

Anche questo è tra gli strumenti di finanziamento maggiormente utilizzato dalle imprese.
Il meccanismo di funzionamento è lo stesso dell’anticipo fatture.

  • Lo sconto di cambiali

Con lo sconto di cambiali un’impresa presenta ad una banca una cambiale al fine di smobilizzare il credito prima della scadenza.
La banca, che deve aver concesso all’impresa un fido, valuta la regolarità dell’effetto, decide se concedere o meno lo sconto e calcola l’importo da anticipare.
Ad oggi questo è tra gli strumenti finanziari meno utilizzati.

  • Il factoring.

Il factoring, infine, è un operazione che prevede la cessione di massa di crediti vantati da un’impresa ad una società di factoring, che si impegna a riscuotere gli stessi.

La cessione di crediti può avvenire:

  • pro-solvendo
  • pro-soluto.

Nel primo caso la società di factoring acquista i crediti con diritto di rivalsa sull’impresa cedente.
La cessione pro-soluto, invece, non prevede il diritto di rivalsa, e quindi la società di factoring si addossa il rischio di insolvenza.